Regolamentazione Normativa

Quale legge italiana permette questo?

 
In Italia, non esiste una legge specifica che regolamenta la professione del food coach.
Diverse leggi e normative possono essere applicate a questa professione, tra cui:

1. Legge n. 4 del 14 gennaio 1992: “Disposizioni in materia di professioni sanitarie e di altri professionisti sanitari”. Questa legge definisce le professioni sanitarie e i loro compiti. Il food coach non è una professione sanitaria, ma può comunque svolgere attività di educazione alimentare e di supporto al benessere del cliente.

2. Decreto Legislativo n. 219 del 5 luglio 2006: “Attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativa al diritto di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi”. Questo decreto disciplina l’accesso alle professioni regolamentate in Italia, tra cui la professione di dietista. Il food coach non è una professione regolamentata, quindi non è soggetto a questo decreto.

3. Codice Civile: Il Codice Civile disciplina i contratti tra privati. Il rapporto tra food coach e cliente è regolato da un contratto d’opera, in cui sono specificati i compiti del coach, le sue responsabilità e il compenso.

4. Codice Deontologico: Alcune associazioni di food coach hanno adottato un codice deontologico che specifica i principi etici a cui i loro membri devono attenersi.

La professione del food coach in Italia è libera e non regolamentata da una legge specifica.
Diverse leggi e normative possono essere applicate a questa professione.
È importante che il food coach abbia una formazione specifica in educazione alimentare e che operi in modo etico e professionale.

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